L’allegra scorribanda del lunedì: Borghetto e dintorni

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Ormai il lunedì per me e Consorte sta diventando sinonimo di allegra scorribanda da giorno libero. Stavolta abbiamo optato per un giretto in quel di Borghetto, paesello sul veronese di cui tanto abbiamo sentito parlare e dove ancora non eravamo stati.

Effettivamente merita… e merita pure molto. Ho apprezzato soprattutto il fatto che, essendo lunedì, fosse completamente sgombro di turistacci e altre brutte genti (se c’è una cosa che odio quando fotografo in giro, sicuramente è l’avere continuamente persone tra i piedi). Così mi sono data liberamente al fotografamento selvaggio, sempre con la scusa di fare pratica con la nuova Lensbaby:

 

Bonus track – un piccolo dittico in bianco e nero:

 

Dopodiché, visto che eravamo un po’ in anticipo sulla tabella di marcia, abbiamo deciso di fare una tappa rapida a San Martino della Battaglia, che tanto era sulla via del ritorno:

C’ero già stata una volta da piccola – stranamente non in gita scolastica – e mi ricordo che, più che dalla torre, ero stata colpita dall’ossario che si trova lì vicino, in cui vengono conservati ed esposti i resti dei caduti (ho sempre avuto una passione innata per queste cose un po’ creepy).

Quindi stavolta abbiamo saltato a pié pari la torre (chi ha voglia di spararsi tutti quei gradini in salita? No, no) e ci siamo fiondati direttamente nell’ossario che, manco a dirlo, è veramente fiqo come me lo ricordavo (ah, la famosa passione innata per queste cose un po’ creepy). Inutile aggiungere che mi sono ammazzata di foto ma, per non ammorbarvi troppo ve le risparmio quasi tutte e ne metto solo una piccolissima parte:

Non sono adorabili quelle bellissime grappine di morto? Ognuna con un’espressione diversa *.*

Cose creepy e strane manie della sottoscritta a parte, queste Lensbaby stanno risvegliando in me la voglia di fotografare per il semplice gusto di farlo, senza grandi pretese, ma con una sana dose di entusiasmo… cosa che – ahimè – per quel che mi riguarda, se n’era andata a banane già un bel po’ di tempo fa.

Fare della fotografia un lavoro ha anche i suoi lati negativi, come per esempio il far passare completamente la voglia di scattare nei momenti liberi (“andare a fare un giro con mezza tonnellata di attrezzatura addosso?? Giammai!”).

Queste Lensbaby invece mi hanno riportata un po’ ai vecchi tempi, di quando ero ancora una studentella imberbe e maneggiavo macchine analogiche, il mio primo vero amore fotografico. Il fatto di potermi prendere il mio tempo per basculare l’ottica, aprire e chiudere il diaframma e mettere a fuoco manualmente mi ha ridato quel brivido un po’ antico, che con la velocità dei supermostri digitali un po’ avevo dimenticato.

Quindi preparatevi a venire ammorbati da una serie di noiosissimi paesaggi, paesaggini e paesaggelli e quant’altro scattati con Lensbaby, signore e signori! Come direbbe il mio caro nonnino: il ferro va battuto finché è caldo 😀

 

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