Oh, Vienna

voyage voyage

Ed eccomi di rientro dalle vacanze di Natale (che volete che vi dica… io le vacanze di Natale le faccio a fine gennaio perché prima non posso), che poi definirle “vacanze” è un po’ esagerato visto che si è trattato di un weekend, ma va bene così, noi si prende ciò che passa al convento.

Se siete personcine perspicaci, e so che lo siete, avrete già indovinato la destinazione del mio weekend di Natale di fine gennaio.

Che dire? Questa è stata la mia prima volta in quel di Vienna e, di sicuro, in tre giorni – pur ammazzandomi – avrò visto sì o no il venti per cento di ciò che avrei voluto vedere, quindi prima o poi ci sarà da ritornare (magari in estate così evito di rischiare la vita per il freddo) perché le premesse sono state estremamente interessanti.

Avevo voglia di fare qualche foto, ma è finita che ne ho fatte un qualche migliaio perché la Lensbaby mi scatena la Sindrome del giapponese. Spezzo una lancia in mio favore aggiungendo che, per essere sicura di avere almeno una foto a fuoco – visto che la messa a fuoco è manuale e il mirino delle reflex digitali non è esattamente pensato per questa operazione – sono sempre costretta a scattarne almeno tre o quattro allo stesso soggetto. Con la Lensbaby, in pratica, si devono tirare i dadi per azzeccare una foto. Ma sarà, questo fattore rischio accende qualcosa in me e, da quando mi sono autoregalata questo splendido attrezzino, la voglia di misurarmici e fare fotografie senza pretese, ma per il solo gusto di farle, è uscita di colpo dal letargo.

E io sono felice e vi ammorbo con le mie fotografie.

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